Carburangeli nell'occhio della Mafia

In effetti Carburangeli è una grotta di notevole rilievo poich‚ vi fu rinvenuto, tra tanti altri reperti custoditi al Museo Gemmellaro di Palermo, lo scheletro di un cervo dell'età ghiacciale, oggi esposto al Museo Paolo Orsi di Siracusa. Meritava bene quindi questa grotta di rientrare a pieno titolo nella politica di protezione del territorio, nel fattispecie una Riserva, e come tale, affidata ad un associazione rappresentativa. Nel presente caso parliamo di Legambiente. E parlando proprio di questa importante associazione, dal 9 Novembre, data dell'agguato incendiario, non ho letto in nessuna parte una reazione di condanna da parte di Legambiente. E questo è davvero sorprendente. La mia paura da anni ormai è quella di una banalizzazione dei fatti di mafia. Ci si abitua a tutto. La "macchina del fango", cara al Saviano, fa poi il resto: il lento lavoro d'inquinamento delle coscienze e della nostra capacità a reagire ed opporci. Parliamo non solo di coscienza collettiva ma sopratutto di coscienza individuale. E possibile mai che il vertice Legambiente possa non realizzare il carattere mafioso dell'aggressione a Carburangeli ? L'assenza di reazione nazionale contrasta con quanto espresso dagli operatori interessati (mensile carinese "Il Vespro" di Novembre 2010), uno dei quali ha ricevuto, un mese prima dell'attacco al Centro Legambiente, il tipico avvertimento di stampo mafioso: l'incendio della propria auto sotto casa propria. Chiunque bene addentrato nella cultura locale capisce che il dipendente Legambiente rischia ormai la pelle, e prima ancora quella dei suoi familiari. Per qualcuno che, come tanti altri nelle Riserve di Sicilia, afflitte da tagli finanziari drastici, non percepisce lo stipendio da sette mesi, mi sembra che il minimo sia di essere immediatamente cautelato dalla propria gerarchia. E ben risaputo che solo l'abbandono da parte delle Istituzioni porta gli operatori alla fatale solitudine che agevola ogni sopruso e perfino l'omicidio di stampo mafioso. Questa storia m'insegna che non s'impara mai niente sul nostro territorio perch‚ non si vuole imparare. Siamo pertanto condannati in partenza qualora vogliamo agire e schierarci nelle forze di resistenza all'ignoranza, condizione sine qua non senza la quale nessun clientelismo mai potrebbe godere dell'incredibile e medievale potenza che questo modo di fare politica assume in Sicilia. Con questo assordante silenzio del suo vertice, Legambiente consente che si possa ipotizzare compromessi nell'attentato gli stessi operatori vittime delle due aggressioni. In effetti, non pagati da mesi, chi meglio di loro avrebbe interesse a creare uno stato di tensione mediatica ? E proprio cosi che funziona la macchina del fango! Delegittimando perfino le vittime. Un amico mio, dirigente a Napoli di una grande azienda di assicurazioni nazionale si ‚ visto abbandonato dalla propria gerarchia dopo aver ricevuto dalla Camorra una pallottola quale segnale intimidatorio. Il vertice ha preferito spostarlo in un altra sede, lasciando cosi implicitamente campo libero in seno alla propria azienda al controllo locale delle cosche. Per chi suonerà la prossima campana ? Adeguiamoci al folklore locale e aspettiamo quindi che scappa l'ennesimo morto. Tanto, di valorizzazione e tutela dell'ambiente sembra proprio che non importa a nessuno, o peggio ancora sempre agli stessi.
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http://www.legambienteriserve.it/sezioni/carburangeli/1.html