Sicile.net
 
SICILE
Parole: Singole Tutte
Ultimo aggiornamento: 20/11/2017
Home » La vita in Sicilia » Terremoto del Belice »

Terremoto del Belice

Commenti  (0) Invia un tuo commento Versione stampabile

PhotoGallery | Link relativi |  

da Pane di Salemi

Il terremoto del 1968

Ore 13,28 (It.) un evento sismico scuote la curiositą dei Palermitani, seduti a quell'ora per il pranzo domenicale, ma a circa cento km di distanza, nell'area epicentrale il movimento viene rilevato come un VIų-VIIų della scala Mercalli.

Gibellina subisce i primi danni leggeri, la chiesa madre risulta immediatamente inagibile; la stessa sorte č riservata agli altri comuni adiacenti l'area epicentrale.

Ore 14,15(It.) replica, VIų grado della scala Mercalli. IIIų grado per Palermo e Trapani.

Ore 16,48 (It.) all'imbrunire replica del VIIų grado Mcs. Aumentano le lesioni e qualche fabbricato diventa inagibile.

Per le popolazioni dei comuni interessati inizia una notte di paura, i danni ai centri abitati sono evidenti, aumenta l'ansia e l'insicurezza legata a quella forza oscura inspiegabilmente violenta che si sprigiona dalle viscere della terra; una forza primordiale, capace di annientare il duro lavoro di generazioni e di cancellare radicalmente anche le civiltą pił tenaci e solide.

Le ore passano lente, il freddo della notte invita la gente a rientrare nelle abitazioni. Qualcuno, fiutando il pericolo, abbandona il paese e si rifugia con tutta la famiglia nella casa colonica in campagna, luogo del duro lavoro quotidiano.

*******************

15 Gennaio, luned

Ore 02,33 (It.) VIIų-VIIIų Mercalli - La Paura -

Ipocentro a cinquanta chilometri dalla verticale del Monte Bruca.

A Palermo, Trapani e negli altri centri della Sicilia centro occidentale č il panico. La popolazione abbandona le case, cerca la salvezza per strada, affolla le piazze. Le aree all'aperto si gremiscono di persone che commentano il pericolo scampato. Ingorghi, traffico stradale da ore di punta e tamponamenti animano quella strana notte di Gennaio

Ore 03,01 (It.) - IXų Mercalli - Il Terrore.

A circa quaranta chilometri di profonditą sotto la Valle del Belice si rimette in movimento una frattura assopita dalla notte dei tempi generando onde sismiche, stimate di magnitudo 6.0 e con effetti all'epicentro, del IXų Mercalli,

Le luci si spengono, le linee telefoniche saltano sotto il fragore assordate del terremoto e delle abitazioni dei centri storici, che si sgretolano annientate in circa dodici secondi con un forte movimento ondulatorio Est-Ovest. Poi il silenzio, rotto dalle urla disperate di chi č sopravvissuto e brancola al buio tra la polvere soffocante alzatasi durante i crolli e il passo difficoltoso fra le macerie.

Alle prime luci dell'alba la tragedia rivela la sua dimensione catastrofica.

I soccorsi tardano ad arrivare, le notizie sono confuse, alcuni centri abitati sono isolati, difficilmente raggiungibili.

Man mano che il cerchio si stringe, la catastrofe assume il suo aspetto autentico privo delle sfumature fatte dal solo panico e si evidenzia la cattiva organizzazione dei soccorsi e della carenza dei mezzi a disposizione.

Gibellin, 6.930 abitanti, 378 m.s.m, si č sbriciolata; solo alcune abitazioni costruite in cemento armato hanno offerto giusta resistenza al terremoto. Il 90 % delle opere sono distrutte.

Per raggiungere quel che rimane del paese, si devono percorrere sette chilometri a piedi, la strada č franata con profondi avvallamenti e ricoperta da uno strato spesso di ghiaccio.

Salaparuta, 3.800 abitanti, 340 m.s.m., distante circa un chilometro da Gibellina, ha subito le medesime conseguenze.

La ferrovia a scartamento ridotto č interrotta in pił punti. La zona č raggiungibile solo in elicottero.

Il 90% delle abitazioni sono macerie, opere cancellate, lesionate o comunque non recuperabili.

  • Montevago, 2.000 abitanti, : 800 abitazioni distrutte ridotte a rovine che ostruiscono gli accessi al paese, le vie interne sono impraticabili.
  • S.Margherita Belice, 6.700 abitanti, l'80% delle case distrutte, numerose le opere d'arte scomparse.
  • Poggioreale, 3.200 abitanti, 406 m.s.m., il 50% delle abitazioni distrutte o inagibili.
  • Santa Ninfa, 6.500 abitanti, 466 m.s.m, distrutte il 70 % delle abitazioni, le rimanenti sono inagibili.
  • Salemi, risultano distrutte il 25 % delle abitazioni.

In provincia di Palermo i danni sono minori, anche se in diversi centri e nella stessa cittą numerose abitazioni risultano inagibili. Ne verranno dichiarate tali almeno 2.000 nella sola cittą vecchia.

La crisi sismica continua implacabile con piccole repliche locali.

Alle 16,42 del giorno 16 gennaio un VIIų Mercallicon epicentro nella stessa zona continua l'opera demolitrice, mentre gli uomini impegnati nei soccorsi lavorano febbrilmente, senza idonee attrezzature, tra le macerie. I vigili del fuoco scavano privi di mascherine, si riparano bocca e naso con mezzi di fortuna.

Dall'Estero arrivano squadre di soccorritori volontari, unita' cinofile e specialisti nella ricerca delle persone seppellite.

L'attivitą macrosismica nei giorni a seguire sembra placarsi per dare una certa fiducia a coloro che operano nei soccorsi e per i "Morti Vivi " ormai rassegnati ad abbandonare la loro terra spinti a dare il via a quel fenomeno migratorio che ha fatto perdere alla Sicilia almeno il 3% dei suoi figli.

25 Gennaio, ore 10,52.

Replica, inaspettata, VIIIų Mercalli,*, durata 52 secondi; una squadra dei soccorsi č travolta mentre opera tra le macerie, muore un vigile del fuoco.

Sciacca, rimasta ai margini per diversi giorni, risente della replica, subendo gravi danni.

Palermo č confusa, si svuotano le scuole, gli uffici, le abitazioni.

Si ritorna a dormire all'addiaccio durante la notte, l'emergenza continua.

Dalle zone terremotate, continua, a ritmo meno intenso, l'emigrazione verso il Piemonte, la Lombardia, la Svizzera e la Germania, alla ricerca di un luogo dove dimenticare e sopravvivere. Un esodo forzato, disperato, velato d'un pianto muto e di una nostalgia profonda per una terra amata, eppur maledetta; una terra capace di cullare i suoi figli e di annientarli al tempo stesso in pochi istanti, con la sua furia distruttrice.

Giunti alla fine di Gennaio il quadro e' ormai completo : 370 vittime, un migliaio di feriti, circa 70.000 senza tetto.

Si ricordano gli altri paesi che hanno subito danni ingenti:

Menfi, Partanna, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sciacca.

Elenco degli eventi sismici che hanno interessato l'area del Belice dal 14 Gennaio.

Data h m s Int. ML Prof. Epicentro14-1-68 13:12:28 VI-VII 4.7 39 Monte Pietroso

  • 14-1-68 13:41:15 IV- V 3.7 3 M. Bruca
  • 14-1-68 13:44:0 V 3.7 M. Pietroso
  • 14-1-68 14:15:40 VI 4.9 28 Contessa Entellina1
  • 4-1-68 16:48:31 VII 4.9 44 Contessa Entellina
  • 15-1-68 00:19:20 V- VI 3.9 3 Monte Bruca
  • 15-1-68 02:33:02 VIII * 5.6 48 Monte Bruca
  • 15-1-68 02:46:14 V-VI 4.0 3 Monte Bruca
  • 15-1-68 03:01:09 X 5.9* 44 Valle del Belice
  • 15-1-68 03:09:54 V 4.1 Contessa Entellina
  • 15-1-68 03:18:32 IV 3.5 Contessa Entellina
  • 15-1-68 03:22:15 V 3.5 3 Contessa Entellina
  • 15-1-68 03:34:45 IV-V 3.3 Contessa Entellina
  • 15-1-68 04:02:13 V- VI 3.7 3 Contessa Entellina
  • 15-1-68 04:14:20 V 4.0 3 Contessa Entellina
  • 15-1-68 04:18:40 VII-VIII 5.0 46 Monte BrucaEstratto dal "CATALOGO DEI TERREMOTI ITALIANI DALL'ANNO 1000 1980" Editore D.PostpischI Bologna 1985.

* : nel catalogo l'intensitą macrosisimica viene indicata in VIII/IX e la Ms in 6.0, diversamente dai dati ufficiali.

  • L'attivitą sismica riprende alle ore 10 del giorno 15 Gennaio e si protrae per concludersi nel Febbraio del 1969.

*******************

Salaparuta, Gibellina, Poggioreale non sono stati pił riedificati nel luogo originario, sono sorti pił valle, in una dimensione urbanistica completamente differente, pił moderna, pił sicura, come per prendere le distanze dagli eventi catastrofici e dai paesi distrutti. Eppure quegli stessi paesi sono ancora l, con le loro rovine, le strade erbose e deserte, i campanili silenti, le case dagli occhi bui e dai muri sventrati; sono ancora l per testimoniare gli eventi di quei giorni, per dar voce a coloro che non ci sono pił.

Passato e presente si guardano da lontano ed fra essi biancheggia la colata nivea che ricopre l'antica Gibellina, a monito e memoria per le generazioni future.

Photo gallery
 
Grande creto di Gibellina
 
 
Grande creto di Gibellina
 
 
U terremotu
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Poggioreale, la citt… fantasma
 
 
Gibellina devastata dal terremoto nel 1968
 
Link relativi

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Sezione di Palermo

Centro Nazionale Terremoti

 

Invia un tuo commento riguardo questo articolo
 
PhotoGallery | Link relativi |
Commenti
Nessun commento
MEMBER'S CLUB
Username
Password
Non sei registrato?
Hai dimenticato la password?
 

Powered & Designed