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Ultimo aggiornamento: 20/11/2017
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Le storie di Giufà

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® Anche il nome "Giufà" è esemplificativo, essendo questo il nome usato in Sicilia; lo stesso personaggio si chiama Guhƒ nei paesi arabi, Giucca in Toscana, Giaffah in Sardegna, Giocha per gli ebrei sefarditi, Zha in Marocco, Gawhƒ in Nubia, Ben Sikran nel Sub-Sahara, Abu Nuwas in Siria e Iraq, Djuha in Algeria e Tunisia, Djoha in ebraico, GuhŒ in Persia, Giucà a Trapani e nelle comunità albanesi, Nasreddin Hoca in Turchia (ma raccontano di lui anche Jacob e Wilhelm Grimm con ®Gianni Testa-fina¯, Aleksandr N.Afanasjev con ®Un idiota patentato¯ nelle Antiche fiabe russe e Lev Tolstoj con ®Lo sciocco¯ nel primo de I quattro libri di lettura). E a Giufà è significativamente e giustamente ricorso Italo Calvino, che ha inserito sette sue storie nelle Fiabe italiane, cos annotando: ®Il gran ciclo dello sciocco, anche se non è fiaba, è troppo importante nella narrativa popolare anche italiana perch‚ lo si lasci fuori. Viene dal mondo arabo ed è giusto che scelga a rappresentarlo la Sicilia, che dagli Arabi direttamente deve averlo appreso.¯ da www.giuseppepontremoli.it/ pontremoli_giufa.htm

GIUFA' E IL GIUDICE

Si racconta che Giufà una mattina se ne and• per finocchi (ed erbe selvatiche) e si ridusse a tornare in paese che era ormai notte. Mentre camminava c'era la luna annuvolata, che si affacciava e scompariva. Si sedette su d'una pietra e si mise a fissare la luna che si affacciava e scompariva, e le diceva quando si affacciava: "Affaccia, affaccia"; quando spariva: "Sparisci, sparisci". E non smetteva di ripetere: "Affaccia, affaccia! Sparisci, sparisci!".

Intanto sotto la strada c'erano due ladruncoli che squartavano una vitellina che avevano rubato. Quando intesero dire: "Affaccia e sparisci" si spaventarono che venisse la Giustizia; se la diedero a correre e lasciarono la carne.

Giufà, quando vide scappare i ladri, and• a vedere e trov• la vitellina squartata. Prese il coltello, cominci• a tagliarne la carne, ne riemp un sacco e se ne and•.

Arrivato da sua madre: "Ma', aprite"

Sua madre gli disse: "Perch‚ sei venuto cos di notte?".

"Venni di notte perch‚ ho portato la carne che domani dovrete vendere tutta, ch‚ mi servono denari".

Gli rispose sua madre: "Domani tu torni in campagna, che io vendo la carne".

Quando il mattino (seguente) fece giorno Giufà se ne and• fuori (in campagna) e sua madre vendette tutta la carne.

La sera torn• Giufà e le disse: "Ma' l'avete venduta la carne?".

"S, l'ho data a credito alle mosche".

"E la grana quando ve la dovranno dare?".

"Quando l'avranno".

Passarono otto giorni, ma denari le mosche non ne portarono; si parte Giufà e va dal Giudice e gli dice: "Signor Giudice, voglio fatta giustizia, ch‚ detti la carne a credito alle mosche e non sono (ancora) venute a pagarmi".

Il giudice gli rispose: "Sentenzio che dove ne vedi l'ammazzi".

Link relativi Nella versione del grande studioso Giuseppe PitrŠ
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