Sicile.net
 
SICILE
Parole: Singole Tutte
Ultimo aggiornamento: 20/11/2017
Home » News » Sant'Agata is back in town »

Sant'Agata is back in town

Commenti  (0) Invia un tuo commento Versione stampabile

PhotoGallery |  

dal sito del Comune di Catania che ringraziamo

L'ICONOGRAFIA
Sant'Agata è presente nella tradizione artistica catanese e nella considerazione popolare nelle vesti di santa bambina (" Santuzza ", come la chiamano con affetto i catanesi), mite e delicata, ma al tempo stesso è vista come santa potente, fiera e temibile. Il Busto, il veneratissimo reliquiario d'argento e smalto, offre un'immagine dolce della santa, con un sorriso placido. Ma lo stemma della città, scolpito nella pietra lavica dell'Etna, raffigura Agata con lo sguardo fiero e con la spada sguainata e pronta a difendere quanti a lei si affidano; è un'immagine che incute timore. E infatti Agata è la giovinetta delicata e pudica che sub le torture per amore di Cristo, che liber• la sua terra dalla corruzione dei costumi, restituendo il senso del pudore che la religione pagana aveva indebolito. Ma fu anche capace di giurare protezione e di salvare Catania dalla lava, dai pirati, dai nemici e dalle epidemie. Le immagini di sant'Agata, centinaia diffuse in tutto il mondo, rappresentano la santa con i simboli e gli elementi del martirio: giglio della purezza, palma del martirio, tenaglie, seno reciso. La più antica raffigurazione iconografica di sant'Agata è un mosaico nella chiesa di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna. Risale alla metà del VI secolo e la rappresenta in piedi, vestita dell'abito ufficiale delle diaconesse, una lunga tunica verde.

IL MIRACOLO DEL VELO
Era trascorso un anno esatto dal martirio quando l'Etna minacci• di distruggere Catania con un'inarrestabile e spaventosa colata lavica. Soltanto nel momento di maggiore sconforto qualcuno si ricord• dell'iscrizione sulla tavoletta di marmo con cui l'angelo aveva promesso aiuto alla città di Catania, patria di Agata. Cos i catanesi, delicatamente e con grande devozione, presero il velo rosso poggiato sul sarcofago della santa e, tra preghiere e invocazioni, lo portarono in processione dinanzi al fronte della colata.Il fiume di magma infuocato si arrest• per miracolo, lasciando incolumi gli abitanti e intatte le case dei villaggi ai fianchi del vulcano. Fu un tripudio: lodi, celebrazioni, inni di ringraziamento. Proprio in seguito a questo evento Agata fu proclamata santa. Dopo questo primo miracolo la fama di sant'Agata si diffuse rapidamente in tutta l'isola e da l a poco si propag• oltre lo stretto di Messina. La sua tomba, venerata in una cappelletta nei pressi del luogo del martirio, divenne meta di numerosi pellegrinaggi. il SUO nome venne in seguito inserito nel canone della messa e, fino alla recente riforma del concilio Vaticano II, era pronunciato ogni giorno dai sacerdoti in testa all'elenco delle sante martiri ricordate dalla Chiesa. Con quel primo miracolo ottenuto per intercessione di sant'Agata, Catania leg• in maniera indissolubile il suo nome e il suo destino alla potente concittadina, che allora seppe salvare la città dalla furia distruttrice dell'Etna e in seguito l'avrebbe salvata ancora molte altre volte da diversi nemici.

LE CANDELORE
La festa di sant'Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle " candelore ", enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perch‚ un tempo, quando mancava l'illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Sono portate a spalla da un numero di portatori che, a seconda del peso del cero, può variare da 4 a 12 uomini. I maestri orafi del Trecento avevano realizzato il Busto di sant'Agata, un capolavoro d'arte raffinato e prezioso. Ma il popolo, da sempre vicino alla patrona, ha voluto essere presente nella festa con creazioni proprie, opere di fattura artigianale che rappresentassero, inoltre, associazioni di varie categorie di lavoratori. Ognuna delle 11 candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, essa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l'andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale.

Photo gallery
 
 
Invia un tuo commento riguardo questo articolo
 
PhotoGallery |
Commenti
Nessun commento
MEMBER'S CLUB
Username
Password
Non sei registrato?
Hai dimenticato la password?
 

Powered & Designed